Newsletter GCV – luglio 2019

MINISTERI PER LA GESTIONE CRISTIANA DELLA VITA


NEWSLETTER TRIMESTRALE DELLA DIVISIONE INTEREUROPEA – LUGLIO 2019


Il denaro da una prospettiva biblica

 

Gesù Cristo ha parlato molto di denaro e beni materiali. Più di ogni altro soggetto, eccetto il regno di Dio. Su trentotto parabole, sedici trattano il tema del denaro e dei beni materiali. Nei vangeli, un versetto su dieci affronta direttamente questo aspetto.

La Bibbia contiene 500 versetti sulla preghiera, meno di 500 sulla fede, ma più di 2.200 versi ci parlano di denaro e beni materiali.
Perché vi è così tanta enfasi su questo tema nella Scrittura?

Il nostro atteggiamento nei confronti della ricchezza, del denaro e dei beni materiali manifesta più di ogni altra cosa il tipo di rapporto con Dio, se è o meno al primo posto nella nostra vita, se ci fidiamo di lui oppure no.

«Il denaro è uno strumento, non un obiettivo. Ci sono due ambiti che appartengono alla nostra vita: le relazioni umane e il rapporto con il denaro e le proprietà materiali». Il denaro e i beni materiali sono parte della nostra esistenza. La loro mancanza crea problemi e preoccupazione in abbondanza.

Ci sono tre aspetti che dobbiamo tenere a mente quando si tratta di soldi.

Il primo è pratico: è importante conoscere gli aspetti basilari di come guadagniamo, spendiamo, risparmiamo o investiamo. Per tutti questi aspetti, la Bibbia ha consigli o principi generali che ci aiutano ad avere una coscienza tranquilla, buoni rapporti con gli altri e specialmente con Dio.

La componente emotiva è il secondo aspetto da tenere in considerazione. È importante conoscere la gestione, ma più importante è il modo in cui ci relazioniamo con essa.

Gesù Cristo ha spesso parlato di questo argomento, soprattutto nel contesto della formazione del carattere.

Si può amare il denaro e il Salvatore dice che il cuore segue sempre il tesoro o quello che amiamo di più (cfr. Matteo 6:21).

L’apostolo Paolo è esplicito quando parla di come ci relazioniamo con i soldi e definisce la «radice di ogni male», che non è altro che «l’amore del denaro».

Il cuore è «estremamente ingannevole», afferma Geremia (Gr 19:9), ecco perché abbiamo bisogno dell’intervento divino dall’esterno per conoscere il nostro vero stato (cfr. Salmi 136:23-24)

Il terzo aspetto è la componente spirituale. Moralmente il denaro è neutrale, ma il modo in cui pensiamo ai soldi e ai beni materiali, e ci relazioniamo con essi, può avvicinarci o allontanarci da Dio.

Ecco perché Gesù Cristo dice che mammona è il più grande concorrente di Dio (cfr. Mt 6:24) e può diventare oggetto di culto.

Quando Dio chiede di restituire la decima e offrire doni per aiutare chi è in difficoltà, dobbiamo farlo non perché le persone ne hanno bisogno, ma per essere guariti dall’egoismo, dall’egocentrismo e mettere Dio al centro della nostra vita.

Siamo la generazione che ha sperimentato la più grande abbondanza nella storia dell’umanità. Siamo esposti a una cultura consumista e materialista. Nessuno può dire di essere immune ai messaggi che ci circondano, ma il messaggio di mettere Dio al primo posto in tutti gli aspetti della nostra vita, compreso quello finanziario, sta diventando meno sentito.

I pensieri espressi in questa breve presentazione sono un appello a mettere Dio alla prova (cfr. Mr 3:10) attraverso la nostra fedeltà alla sua parola e fiducia nella sua guida.
In questo modo la nostra vita avrà davvero un significato.

 


Ioan Campian Tatar

Direttore dei Ministeri per la Gestione Cristiana della Vita
Divisione Intereuropea